L’alchimia del desiderio

copj13asp Tarun J Tejpal
Ed. Garzanti Elefanti Bestseller
pag. 503 – €9,90

La trama:
Due giovani protagonisti legati dal sesso.
Lui aspirante scrittore che vuole raccontare l’India, lei una donna inquieta e anticonformista. Una forza li spinge ad amarsi e ad esplorare i loro corpi fino allo stremo, fino a perdersi, sino a quando giunti vicino Dheli nel loro nido d’amore trovano i diari intimi di Catherine, intrepida avventuriera americana. Ossessionato dalle avventure erotiche della donna, lo scrittore verrà trasportato in un mondo che gli farà riscoprire la chiave del desiderio e l’alchimia che lega due esseri umani.

Decisamente un romanzo scritto bene. La fluidità del testo non lascia dubbi, certo è che alcuni dubbi ce li da la storia di per se. L’autore inizia a raccontare in prima persona gli avvenimenti che stanno succedendo al protagonista. Entriamo così pagina dopo pagina in questo calda e umida atmosfera indiana. Si racconta, ci parla di lui e di sua moglie Fizz e di un rapporto giunto alla fine. L’autore si aiuta con la regressione della storia per farci capire come sia andata. Piano piano torna indietro nel tempo illustrandoci tutti gli avvenimenti che hanno portato Fizz e “Mr. Chinchpokli” sino alla situazione iniziale per poi andare di nuovo avanti nel racconto.
La trama non è male, solo che personalmente risulta essere noiosa e monotona. Non essendo fornito di grandi dialoghi, ci troviamo di fronte a un lunghissimo monologo di 503 pagine, dove ciò che trionfa, soprattutto da dopo pagina 270, è il sesso, raccontanto in maniera a volte pudico a volte sfrontato.
Se dovessi fare un paragone, certamente mi verebbe da paragonarlo ad una lunga fila in tangenziale: lunghi momenti di rallentamenti e intoppi dai quali non credi di poterne uscire.
Ammetto che non sono riuscita a finirlo. A circa 50 pagine dalla fine, sebbene la mia personale etica sia contraria a questa cosa, mi sono proprio rifiutata di andare avanti, così ho preso e l’ho riposto in libreria.
E’ un libro che mi ha lasciato ben poco. Probabilmente se l’autore avesse dato dei tagli qua e la, sarebbe risultato meno “stucchevole”.

Lo consiglio vivamente a chi ama questo genere di letture. Per chi cerca avventura ritmo e suspance preferisco consigliare un Notturno Bus.

Il mio voto: 3/5 perchè alla fine rimane una bella scrittura.

~ di ecorandagia su 18 Febbraio 2009.

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